Fondo risarcitorio risparmiatori cooperative, Spadoni (M5S): “Depositato emendamento nel decreto fiscale: il Governo mantenga impegno assunto a seguito della mia interrogazione urgente”

 

Reggio Emilia, 24 novembre 2017- “Ieri sera ho depositato, all’interno del decreto fiscale, un emendamento per l’istituzione di un fondo che risarcisca i risparmiatori che hanno perso i loro soldi a seguito del crac delle cooperative; ricordo che il Governo lo scorso maggio, dopo mio intervento in Aula con un’interpellanza urgente, aveva dichiarato la disponibilità della creazione di un  fondo analogo a quello previsto dal cosiddetto decreto salva banche che intervene nel caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa” dichiara la deputata reggiana del M5S Maria Edera Spadoni.

 

“Mi sono fatta dunque portavoce di tutti i soci prestatori e pensionati che hanno lasciato i loro risparmi in cooperativa: ora il Governo mantenga l’impegno assunto e i parlamentari votino favorevolmente questo emendamento che porta la mia prima firma. Il fatto che il Governo da me interrogato, nella persona del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, abbia espresso la sua disponibilità in tale senso, è un segnale importantissimo che, mi auguro, farà sì che questo emendamento sia approvato” continua la parlamentare.

“Non dimentichiamo che la vera tragedia del fallimento delle cooperative sono i pagamenti bloccati e i crediti congelati per centinaia di milioni, che provocano un effetto domino di crisi, licenziamenti e fallimenti in una platea di centinaia di fornitori, subappaltatori e delle migliaia di dipendenti . Soci che oltre a perdere il lavoro hanno visto azzerare sia il capitale versato, sia il loro prestito sociale, attraverso il quale le cooperative si sono trasformate di fatto «in banche». Possiamo senz’altro affermare che per i soci di tali cooperative si è determinato una sorta di «bail in»” prosegue la parlamentare.

“Non dimentichiamo inoltre che in questa vicenda, vi è stata una totale mancanza di trasparenza, che non ha consentito all’enorme platea di soci e di prestatori di prendere conoscenza dei rischi sottesi al prestito, né di pretendere garanzie certe finalizzate alla restituzione delle somme prestate in caso di default, sottacendo quindi il rischio delle relative operazioni” continua l’esponente del M5S.

“Questo è un appello ai parlamentari reggiani e ai loro partiti di appartenenza: votate favorevolmente questo emendamento. Nessuna battaglia politica in tale senso: i risparmiatori abbiano giustizia”

Questo il link della risposta a seguito della mia interpellanza urgente: RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

EMENDAMENTO:

  1. E’ istituito il Fondo di solidarietà per l’erogazione di un indennizzo in favore degli investitori che alla data di entrata in vigore del presente decreto detenevano strumenti finanziari emessi da società cooperative oggetto di procedure fallimentari. L’accesso all’indennizzo è riservato agli investitori che siano persone fisiche, imprenditori individuali, nonché imprenditori agricoli o coltivatori diretti.
  2. L’importo dell’indennizzo forfetario è pari all’100 per cento del corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari e detenuti alla data di entrata in vigore del presente decreto al netto di:
  3. a) oneri e spese direttamente connessi all’operazione di acquisto;
  4. b) la differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari e il rendimento di mercato di un Buono del Tesoro poliennale in corso di emissione di durata finanziaria equivalente oppure il rendimento ricavato tramite interpolazione lineare di Buoni del Tesoro Poliennali in corso di emissione aventi durata finanziaria più vicina.
  5. Con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti:
  6. a) le modalità di gestione del Fondo di solidarietà;
  7. b) le modalità e le condizioni di accesso al Fondo di solidarietà, ivi inclusi le modalità e i termini per la presentazione delle istanze di erogazione dell’indennizzo;
  8. c) le procedure da esperire;
  9. Il Fondo di solidarietà è alimentato, sulla base delle esigenze finanziarie connesse alla corresponsione dell’indennizzo.

 

COPERTURA:

  1. Il Fondo di solidarietà è alimentato, sulla base delle esigenze finanziarie connesse alla corresponsione dell’indennizzo, fino a un massimo di euro 2.000.000.000 annui a decorrere dall’anno 2018 si provvedemediante i seguenti commi:

 

  1. All’articolo 1 della legge 28 dicembre2015, n. 208:

a), i commi 67 e 68 sono abrogati;

  1. b) al comma 69 le parole “ai commi da 65 a 68” sono sostituite dalle seguenti “ai commi 65 e 66”.
  2. All’articolo 96, comma 5-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre1986, n. 917, e successive integrazione e modificazioni, il primo periodo è sostituito dal seguente: « Gli interessi passivi sostenuti dai soggetti indicati nel primo periodo del comma 5, sono deducibili dalla base imponibile della predetta imposta nei limiti dell’82 per cento del loro ammontare».
  3. Al decreto legislativo 15 dicembre1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:
  4. a) all’articolo 6, comma 8, dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Gli interessi passivi concorrono  alla formazione del valore della produzione nella misura dell’82 per cento del loro ammontare.”;
  5. b) all’articolo 6, comma 9, dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Gli interessi passivi concorrono  alla formazione del valore della produzione nella misura dell’82 per cento del loro ammontare
  6. c) all’articolo 7, comma 2, le parole “nella misura del 96 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “nella misura dell’82 per cento”.
  7. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio2000, n. 212, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre2017.
  8. Le modifiche introdotte dal commi 4, 5 e 6 rilevano ai fini della determinazione dell’acconto dell’imposta sul reddito delle società e dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive dovuti per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre2017.

 

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