Discarica di Poiatica: non abbassiamo la guardia. Facciamo attenzione ai movimenti di Iren tra discarica e inceneritore di Parma. Incentiviamo i Comuni che adottano strategie “Rifiuti zero”

La gestione della discarica Iren Spa di Poiatica è lo specchio di come questa società quotata in borsa stia perdendo sempre più il contatto con il territorio ed i cittadini.
Si importano rifiuti trattati male, come il “biostabilizzato” da indifferenziato di pessima qualità proveniente da La Spezia. Tutto questo per mere ragioni di business. A pagare sono i polmoni e la salute dei cittadini. Invece di minimizzare il ricorso alla discarica di Poiatica si è deciso di continuare a conferire rifiuti indifferenziati, 100mila tonnellate l’anno, almeno fino al 2020.
Ma sorge un dubbio. Non è che la gestione fallimentare del rifiuto “biostabilizzato” di pessima qualità proveniente da La Spezia e smaltito a Poiatica, di fronte alle legittime proteste dei cittadini dei Comuni limitrofi, rappresenti la scusa per la Regione Emilia Romagna per poi inviare e bruciare queste quantità di rifiuti nell’inceneritore Iren di Parma?
I cittadini vanno messi in guardia. C’è il forte rischio che Iren Spa con i politici di riferimento del Pd sul territorio, faccia il “gioco delle tre carte”, per gestire i suoi affari tra discariche ed inceneritori. Una decisione meramente affaristica da parte della multiutility, con i politici locali che obbediscono invece di prospettare una radicale riduzione dei rifiuti da qui al 2020 attraverso:
-la massimizzazione della prevenzione con adozione dei programmi europei: “-100kg di rifiuti pro capite”.
-estensione della raccolta differenziata porta a porta integrale in tutti i comuni delle province di Reggio, Parma e Piacenza. Si potrebbero raggiungere medie di oltre il 75-80% di differenziata e dare nuovo ossigeno all’economia locale con la filiera del riciclo e la trasformazione di materia.
-Selezione,trattamento, bioessicazione dell’indifferenziato con le più moderne tecnologie a freddo: Fabbrica dei Materiali. In questo modo sia le discariche che i due inceneritori Iren verrebbero gradualmente superati in pochi anni.
IN CAMPO LOCALE:
-E’ necessario realizzare a valle dell’impianto di smaltimento dei pozzi piezometrici, meglio detti “pozzi spia”. Questi pozzi sono necessari per controllare la qualità delle acque di falda e poter conoscere se negli anni sono stati smaltiti rifiuti pericolosi tossici. Gli sversamenti di percolato nel 2010 non lasciano ben sperare in una gestione ottimale. Andrebbe inoltre migliorato il sistema di controllo agli ingressi.

La discarica di Poiatica è stata realizzata in una zona ad alto rischio sismico visto che è noto che sotto il Monte Valestra esiste una faglia sismica attiva.
Non ci dimentichiamo che nel 2002 l’ appalto –1,9 milioni di euro riguardante l’ampliamento della discarica di Poiatica (Carpineti, Reggio Emilia)- fu vinto dalla ditta Ciampà Paolo srl di Crotone insieme a Leto Costruzioni srl, entrambe coinvolte nell’affare “Blacks Mountains” su rifiuti tossici smaltiti illegalmente .
Sarà mia cura presentare una interrogazione parlamentare per richiedere ai Ministri di riferimento, quali strategie nazionali il Governo intenda attuare per incentivare i Comuni che adottano strategie “Rifiuti zero” per: riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata porta a porta integrale, creazione di cosiddette “Fabbriche di Materiali”.

Maria Edera Spadoni
Cittadina alla Camera dei Deputati
Movimento 5 Stelle

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