La mia intervista oggi su Il Fatto Quotidiano in merito al disegno di legge Pillon e ai diritti civili

Questo ddl è da modificare perché presenta delle criticità; innanzitutto mancano alcune norme che vanno assolutamente inserite. E la prima è quella sui casi di violenza domestica nei confronti della donna, che non sono previsti dall’articolato: in queste circostanze non deve essere previsto uguale trattamento per i genitori e il bambino, che ha assistito alle violenze, va assolutamente tutelato. Molte associazioni che tutelano i minori hanno sollevato obiezioni. Verranno ascoltate in audizione in Senato; ho molta fiducia nei senatori.

Nutro forti dubbi, inoltre, sul fatto che si tuteli un bambino nel momento in cui lo si obbliga a cambiare casa -e in molti casi città- per minimo 12 giorni al mese. Sono favorevole alla mediazione, perché è prevista quando non c’è accordo tra i coniugi; però non può disincentivare il divorzio. Se la prima seduta gratuita e poi tutto il resto è a pagamento, è chiaro che questo avverrà. A mio avviso lo Stato dovrebbe coprire le spese per le coppie sotto un determinato reddito.

Considero una famiglia qualsiasi coppia che dà amore a un figlio.

I diritti civili non verranno toccati in questa Legislatura. Con la Lega abbiamo sensibilità diverse su queste tematiche. C’è un contratto di Governo che è stato firmato proprio per non intervenire in temi che potrebbero essere critici. Ci sono altre priorità -combattere la corruzione, introdurre il reddito di cittadinanza, abolire i privilegi e ridare la dignità ai lavoratori– che verranno affrontate.

Di certo non ci saranno passi indietro sui diritti civili. Il Movimento 5 Stelle si farà garante di questo.

Intervista fatto per blog

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