‘Ndrangheta: M5S, è allarme rosso serve il “pugno di ferro” stile De Miro.

DA DUE PENTITI (GIUDICATI CREDIBILI DALLA PROCURA ANTIMAFIA) 
NUOVI  PARTICOLARI INQUIETANTI SU ELEZIONI 2014 
CHI HA ZONE D’OMBRA FACCIA UN PASSO INDIETRO
 
 
REGGIO EMILIA 24 NOVEMBRE – “Un mese fa, con gli incendi di auto a Reggio Emilia e in provincia denunciammo il ritorno del braccio violento della ‘ndrangheta e chiedemmo una nuova stagione di “pugno di ferro’ ad iniziare dalle interdittive antimafia seguendo lo stile del prefetto Antonella De Miro. L’omicidio di questa notte a Reggiolo è con ogni probabilità la dimostrazione che le cosche sono vive, nonostante l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine e della Procura e Antimafia con Aemilia, con collaboratori di giustizia (giudicati persone affidabili dalla Procura Antimafia di Bologna ) che in aula stanno facendo emergere particolari inquietanti” lo dichiarano Giulia Sarti capogruppo del Movimento 5  Stelle in Commissione antimafia, Maria Edera Spadoni parlamentare reggiana del Movimento 5 Stelle, Alessandra Guatteri, capogruppo M5S in Comune a Reggio e Gian Luca Sassi, consigliere regionale pentatstellato. “Parliamo di dichiarazioni in aula durante il processo sull’appoggio trasversale delle cosche dalle campagne antiche e recenti per Forza Italia fino alla campagna elettorale a favore di Luca Vecchi con le parentele scomode della moglie ex dirigente all’urbanistica di Reggio ora a Modena, Maria Sergio (ricordiamo in sequenza  il fratello del nonno che era il boss “‘O Feroce”, e due cugini Valerio e in ultimo Eugenio Sergio entrambi coinvolti in Aemilia) “Parentele che fino a poco fa non erano mai emerse” continuano gli esponenti del M5S.   “Solo chi ha occhi foderati di prosciutto non vede che siamo in una situazione da allarme rosso, le mafie generano ferite  ancora più gravi degli enormi problemi di microcriminalità , la ‘ndrangheta distrugge profondamente il tessuto democratico, sociale ed economico della nostra comunità” continuano.
“Il Movimento 5 Stelle nella lotta alle mafie si è sempre messo al fianco, senza bandiere anche di persone di forze politiche diverse che l’hanno combattuta e la combattono: pensiamo al sindaco Enrico Bini (indipendente Pd) ma anche Catia Silva (Lega) a Brescello a cui è sempre andata la nostra solidarietà”.  “Bene dobbiamo essere uniti, onesti intellettualmente e decisi:  è ora che chi ha zone d’ombra in quei partiti, pensiamo alla classe dirigente del Pd che governa e ha governato Reggio Emilia cementificandola a più non  posso con amicizie, frequentazioni, parentele,  faccia un passo indietro. Ne va la tenuta democratica e sociale di Reggio Emilia” concludono Giulia Sarti, Maria Edera Spadoni, Alessandra Guatteri, Gian Luca Sass

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