Spadoni (M5S), Rapporto CEDAW: “Gravi lacune del Governo italiano. Il Ministro Minniti e la Sottosegreteria Boschi dovranno risponderne”

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Poche settimane fa è stato presentato a Ginevra dal Governo italiano il Rapporto quadriennale CEDAW (Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna). “Il Comitato di esperte questa volta ha deciso per il nostro Paese che, invece di preparare un nuovo report per il 2021, quindi ogni quattro anni come di consueto, debba rispondere tra due anni su vari punti reputati critici dal Comitato stesso nel suo giudizio finale” commenta la deputata del M5S Maria Edera Spadoni, prima firmataria del disegno di legge di ratifica della Convenzione di Istanbul. Il risultato è stato il Concluding observations on the seventh periodic report of Italy, datato 21 luglio 2017, nel quale il Comitato Cedaw esplicita le proprie perplessità e lacune alle quali il Governo italiano dovrà provvedere e rispondere con un nuovo rapporto fra due anni. “Si parla chiaramente della mancanza di un quadro completo e armonizzato, a livello nazionale, efficace per individuare e assistere le persone con esigenze e vulnerabilità specifiche, in particolare donne e ragazze richiedenti asilo e rifugiati. Si mette nero su bianco anche la pessima situazione in cui si trova l’Italia per il numero insufficiente di centri di accoglienza, il sovraffollamento e le condizioni non conformi a causa del crescente numero di migranti che entrano nel paese” continua la pentastellata. Dal rapporto si legge anche che in Italia manca il coordinamento tra le varie Regioni e una chiara definizione dei mandati e delle responsabilità. Si suggerisce addirittura di aumentare le risorse al Dipartimento per le pari opportunità e di istituire un Ministero ad hoc. “Un j’accuse anche da parte dei paesi firmatari Cedaw, in particolare nei confronti del Ministro Minniti e della Sottosegretaria Boschi. Mi aspetto una risposta celere alla mia interrogazione parlamentare presentata oggi su questo. Ma soprattutto vorrei vedere prima dei due anni dei cambiamenti radicali nelle gestione delle politiche migratorie e dell’uguaglianza di genere” conclude la Spadoni.

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