Approvata la risoluzione relativa alle future sfide e impegni della Ceb. Intanto l’Italia pur essendo tra i “Grandi Pagatori” ottiene zero o minimi finanziamenti

 

Strasburgo– Questa settimana a Strasburgo stiamo discutendo delle sfide che attendono la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa. La CEB è la più antica tra le istituzioni finanziarie internazionali europee ed è l’unica con fini esclusivamente sociali. E’ nata nel 1956 per dare una risposta alla problematica dei rifugiati: il suo raggio d’azione si è poi allargato ad altri settori, per contribuire in maniera sempre più incisiva al rafforzamento della coesione sociale in Europa.

Oggi al Consiglio d’ Europa è stata approvata la risoluzione – con Tuur Elzinga relatore dei Paesi Bassi- relativa gli impegni e le future sfide della CEB . Si afferma come, in questi tempi economicamente duri, alleviare la sofferenza sociale è un dovere e una delle principali priorità degli Stati membri del Consiglio d’Europa.

Nella risoluzione -votata favorevolmente dal M5S- si incoraggia la CEB a mantenere e rafforzare i suoi legami con il Consiglio d’Europa. Tra le priorità troviamo la magistratura, i servizi pubblici, la sanità, l’edilizia sociale e le agevolazioni per i richiedenti del diritto di asilo. Fondamentali sono le azioni volte a rafforzare i progetti a sostegno dell’occupazione. Inoltre si afferma che i parlamentari dovrebbero giocare un ruolo più attivo nella promozione di iniziative progettuali nei loro relativi paesi. E questo è il punto.

L’Italia, con una una quota percentuale di partecipazione pari a circa 11%, rientra -assieme a Francia e Germania- tra i cosiddetti “Grandi Pagatori”della CEB. L’Italia impegna annualmente circa 950 milioni di euro in questa banca che ha lo scopo di offrire finanziamenti a tasso agevolato ai governi o enti locali che ne fanno richiesta attraverso progetti.

Dunque l’ Italia impegna 950 milioni di euro. Ma in realtà quanti ne ritornano indietro?All’Italia sono andati solo 6 milioni nel 2013 e ZERO dal 2010 al 2012. La Germania invece dal 2010 al 2013 ha ottenuto finanziamenti per quasi 360 milioni, mentre la Francia più di un miliardo di euro.

Il caso dell’Italia è senza dubbio grave: pur essendo un “Grande Pagatore”, pur essendo tra i paesi che impegnano più denaro, non ottiene nessun finanziamento o soltanto cifre davvero esigue. Perché? Semplice, è presto detto: l’Italia non ha presentato progetti!

Questo a dimostrare la totale incompetenza dei governi precedenti.

Maria Edera Spadoni

Delegata Consiglio d’ Europa

Cittadina alla Camera dei Deputati

Movimento 5 Stelle

 

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