Yemen-guerra

La guerra in Yemen ha fatto oltre 6.000 morti, quasi tutti civili, circa due milioni di sfollati interni e oltre 160.000 profughi. E tante di queste persone sono vittime di crimini di guerra commessi dalla coalizione a guida saudita, che dallo scorso marzo ha avviato una campagna militare nello Yemen.

Da un rapporto delle Nazioni Unite trapelato sulla stampa internazionale in questi giorni si parla di 119 azioni belliche della coalizione che potrebbero essere considerate “violazioni del diritto internazionale”: si parla di bombardamenti multipli su obiettivi civili e di elicotteri che hanno inseguito e fatto fuoco, uccidendo, persone in fuga dai raid. Le violazioni, secondo il rapporto, sono attribuibili anche alle milizie Houthi, accusate di avere attaccato scuole e ospedali, ma questo non giustifica la coalizione che “sta prendendo di mira i civili con i suoi raid, sia bombardando zone residenziali sia trattando come obiettivi militari le città di Sa’dah e Maran, in violazione dei principi di distinzione, proporzionalità e precauzione”. “In alcuni casi”, continua il report, “tali violazioni sono state perpetrate in maniera diffusa e sistematica”.

Ieri, in Commissione Affari esteri della Camera, ho chiesto ancora una volta al Governo di chiarire la sua posizione, o meglio come intenda sanare l’evidente contrasto tra la politica italiana di export di armi verso paesi in guerra, o che commettono gravi violazioni dei diritti umani nei confronti di civili, e la politica di finanziamento delle agenzie ONU, come l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) che gestisce crisi umanitarie causate anche dalla stessa vendita di armi italiane.

Purtroppo il vice ministro Mario Giro ha risposto con un copia incolla, ripetuto a memoria, della risposta che lo scorso ottobre l’ex Ministro degli affari esteri e della cooperazione Gentiloni espose in aula al question time a mia firma e di quella del mio collega Luca Frusone della Commissione Difesa. L’ennesima dimostrazione della ridicolezza del Governo e delle sue prese in giro.

Mi è stato ripetuto nel dettaglio il meccanismo della legge 185 del 1990 che DOVREBBE disciplinare l’export di armi. Ma faccio presente che questa normativa dai nobili principi viene sistematicamente violata dal Governo stesso. Il commercio di armi all’Arabia saudita viene ancora una volta giustificato con il fatto che questo paese “a differenza di altri, non è oggetto di alcuna forma di embargo, sanzione o restrizione internazionale nel settore delle vendite di armamenti”. Il Governo ha affermato inoltre che “(…) ove in sede ONU o UE fossero accertate eventuali violazioni, l’Italia si adeguerebbe prontamente al dispositivo precettivo internazionale adottato”.

Probabilmente il Governo italiano, insieme a tanti altri, chiude gli occhi di fronte alle innumerevoli morti di innocenti e non si accorge delle continue violazioni pur di tenere le mani tese verso enormi interessi economici.

Il MoVimento Cinque Stelle è sempre impegnato alla tutela dei diritti umani e continuerà per questo a monitorare con costanza tutte le azioni intraprese attuali e future del nostro Governo.

Qui la risposta del Governo: https://goo.gl/jyQEhe