L’ 8 marzo ho partecipato ad una serata organizzata sul tema del femminicidio dove ho ribadito il mio pensiero: spendiamoci quotidianamente -e non solo in una giornata- affinché i diritti delle donne siano tutelati. L’uguaglianza è un diritto fondamentale. Notevoli passi in avanti sono stati compiuti in nome della parità per le donne. Tuttavia troppe sono ancora le disuguaglianze. Le recenti misure di austerità hanno creato effetti negativi sui diritti delle donne e l’uguaglianza di genere in Europa. In molti paesi europei -per esempio in Spagna per quanto riguarda l’aborto- alcune politiche di parità non sono state assolutamente prese in considerazione.
E’ sicuramente importante dare risalto e spazio al tema proprio perché l’informazione e la sensibilizzazione della collettività rafforza la consapevolezza: le Istituzioni però devono trovare la necessaria copertura finanziaria. Senza risorse, rimangono solo tanti bei propositi senza alcuna possibilità di attuazione.
Abbiamo per ciò contattato gli uffici del Dipartimento per le Pari Opportunità per avere aggiornamenti sia sui bandi 2014 (e il loro iter per i centri anti-violenza), sia per sapere l’ammontare delle risorse: il cosiddetto Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Dopo la nostra richiesta scritta via e-mail e dopo chiamate quotidiane da circa 10 giorni, non abbiamo avuto ancora una risposta né telefonica né scritta.
All’interrogazione presentata dalla cittadina deputata Mara Mucci, il Governo risponde “che ulteriori informazioni relative ai citati Avvisi, nonché i criteri di riparto delle risorse, sono, peraltro, reperibili sul sito ufficiale del Dipartimento per le pari opportunità”.
Dal sito, invece, non risultano bandi per il 2014.
Il decreto sul femminicidio prevede poi una raccolta strutturata e periodicamente aggiornata, con cadenza almeno annuale, dei dati del fenomeno: in realtà sono passati parecchi mesi e non abbiamo nessun dato ufficiale. Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare?
Durante la serata ho fatto presente le mie intenzioni: fare un’interrogazione parlamentare per capire a che punto siamo sui vari punti elencati nel decreto femminicidio.
Inoltre ho intenzione di elaborare una risoluzione in Consiglio d’Europa sulla violenza sulle donne anche per creare un Osservatorio/banca dati.
Basta con la demagogia di Stato, vogliamo fatti, non parole.

Maria Edera Spadoni
Cittadina alla Camera dei Deputati
Movimento 5 Stelle