Intervento in Aula per la commemorazione di Nilde Iotti, a vent’anni dalla sua scomparsa.

 

“Vent’anni fa ci lasciava Nilde Iotti, mia conterranea, una donna che ha dato un contributo fondamentale alle Istituzioni democratiche del nostro Paese. Nilde è stata prima di tutto una staffetta partigiana, dopo il ‘43 “correva” proprio sulle mie colline, le colline di Reggio Emilia, lottava insieme alle donne partigiane per combattere il nazifascismo e per riportare la libertà e la democrazia nel nostro Paese. Dopo la guerra è stata Madre Costituente, ha scritto la nostra Costituzione, fondamento della nostra società. Costituzione che, ricordo, va tutelata e protetta tutti i giorni, soprattutto in questo periodo. Aveva una concezione altissima delle Istituzioni, fu una donna che si distinse per la sua imparzialità e per le sue battaglie in nome della giustizia sociale, dell’emancipazione femminile, per il divorzio e per il diritto all’aborto in un periodo storico in cui vigeva ancora il delitto d’onore. Promosse la riforma del diritto di famiglia per il riconoscimento ai figli naturali della stessa tutela prevista per i figli legittimi; pensi Presidente, che se non ci fosse stata Nilde Iotti anche io, nata da un padre e da una madre che si sentivano famiglia, indipendentemente dall’atto giuridico del matrimonio, sarei stata considerata una figlia illegittima. Veniva dipinta come una donna fredda, un po’rigida. Credo che sia stata una necessità, in un periodo in cui la sua vita sentimentale era fortemente criticata non solo dall’esterno ma anche dai dettami puritani del suo stesso partito, il partito comunista. E’stata una donna che ha saputo essere sé stessa nonostante tutto e tutti. Concludo con una parte bellissima del suo discorso di insediamento come Presidente della Camera del 1979, intitolato con emozione profonda: “Guai a noi Onorevoli colleghi se non avvertissimo con tutta la nostra forza con tutto il nostro senso di responsabilità che le assemblee parlamentari esprimono al più alto grado la sovranità popolare e devono continuare a essere assemblea aperta al nostro popolo alla grande forza di democrazia e di unità che lo anima”. Ecco, la sovranità popolare sia il faro del nostro impegno quotidiano in quest’aula. Ciao Nilde, ciao resistente, ciao guerriera.”

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