L’ipocrisia di 47 Stati CoE: la continua violazione dei diritti umani in Azerbaijan

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Roma 16 ottobre – Alla luce della continua violazione dei diritti umani portata avanti dal presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, i deputati del MoVimento 5 Stelle delegati in Consiglio d’Europa, Maria Edera Spadoni e Manlio Di Stefano, chiedono al Comitato dei Ministri della medesima organizzazione internazionale di verificare eventuali violazioni dell’articolo 3 dello Statuto del Coe da parte del governo di Baku. “L’Azerbaijan è membro del Consiglio d’Europa ma forse pochi ricordano, o fanno finta di non sapere, che si tratta della principale organizzazione di difesa dei diritti umani del continente. Tutti gli Stati membri hanno ratificato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E’ assurdo – spiegano i deputati – che un paese come l’Azerbaigian, con un grado pressappoco inesistente di tutela dei diritti civili e umani abbia spazio ancora in una tale organizzazione” . “Anche il nostro Presidente Renzi ha avuto forse un vuoto di memoria quando ha incontrato Aliyev per rilanciare il partenariato strategico? La storia dell’Azerbaijan è strettamente legata alpetrolio: a sud di Baku, nel lontano 1849, è stato trivellato il primo pozzo del mondo. Casualità?”, continuano i 5 Stelle, parlando a pochi giorni dalle proteste antigovernative svoltesi a Baku per reclamare la fine delle persecuzioni da parte di Aliyev e una più stretta integrazione con l’Unione europea. “L’arresto di Yadigar Sadiqov, un giornalista e un attivista per i diritti umani condannato – secondo Amnesty International ingiustamente – a sei anni di prigione e, ancora, l’arresto di un altro attivista, Rasul Jafarov, funzionario del Natalia Project, un sistema di allarme e posizionamento a livello mondiale per i difensori dei diritti umani, sono solo alcuni esempi delle politiche discriminatorie attuate dal regime di Baku. Tutto questo – concludono Spadoni e Di Stefano – riflette inoltre l’ipocrisia dei 47 Stati Membri, colpevoli, sino ad ora, di aver accolto silenziosamente e con un velo di omertà la partecipazione di un Paese che non rispetta in alcun modo gli standard democratici europei”.

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