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Cinque giorni fa l’Iran ha giustiziato Reyhaneh Jabbari, la ragazza condannata a morte nel 2009 per aver ucciso il suo stupratore, un ex agente dei servizi segreti iracheni. Nonostante gli appelli internazionali rivolti alle autorità, purtroppo Jabbari, che aveva solo 26 anni, è stata impiccata nella prigione di Teheran dove era rinchiusa. “Esprimo indignazione e rabbia leggendo le continue violazioni dei diritti umani in un paese che si dice essere tra i più avanzati del Medioriente. Ricordo che nella prima conferenza stampa, indetta dopo la sua elezione, Rouhani ha ribadito la sua ferma intenzione di apportare profondi cambiamenti nelle relazioni internazionali, verso una sempre maggiore apertura con il resto del mondo, e di voler risanare l’immagine dell’Iran fortemente compromessa dal suo predecessore Ahmadinejad” sostiene la deputata Maria Edera Spadoni (M5S) della Commissione Affari Esteri. “Il presidente Rouhani si è, inoltre, dichiarato favorevole al miglioramento della condizione delle donne nella società iraniana. Per queste enormi contraddizioni ho presentato a giugno una risoluzione in commissione, chiedendo un impegno del nostro Governo a sollecitare l’Iran ad avviare un credibile programma di riforme per eliminare ogni forma di restrizione alle libertà e a rafforzare il divieto della tortura, ma soprattutto a sospendere l’utilizzo della pena di morte”. Cooperare con gli organismi internazionali e con le organizzazioni non governative del Paese che si occupano di diritti umani, attuare le raccomandazioni delle Nazioni Unite e firmare la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti: questo il primo passo. “Non dimentichiamo anche le giovani donne vittime in questi giorni di aggressioni con dell’acido sui visi con il pretesto che fossero mal velate. Questa barbarie vergognosa, medievale e misogina deve terminare” conclude la Spadoni.