A fronte delle problematicità per raggiungere la Stazione Mediopadana per chi arriva da fuori provincia, la risposta che fornisce il Comune di Reggio Emilia sembra essere una sola: realizziamo un’uscita autostradale direttamente sulla stazione stessa.

Ma questo progetto è un inutile doppione. L’esistente casello – realizzato meno di 10 anni fa e non ancora completato- infatti dista circa poco più di 800 metri dalla Stazione Mediopadana. Il rischio è duplice:  nuove speculazioni edilizie e il conseguente consumo di suolo agricolo.

Ci siamo chiesti più volte quale sia il motivo di costruire una nuova uscita a poche centinaia di metri dall’esistente casello di Reggio. Per la costruzione di quello che il Comune chiama “nodo mediopadano” serviranno ettari di terreno e  l’ unica soluzione prospettata è continuare a costruire e a cementificare tutta l’ area circostante.

Tutto il progetto è legato alla realizzazione della quarta corsia, oggi ferma a Modena Nord, da parte di Autostrade Spa. Autostrade  Spa intende  costruire un parcheggio a due piani -che gestirà con tariffe da parcheggi aeroportuali per rientrare dall’investimento – e una parte di attività commerciali. Il tutto nonostante il parcheggio ora terminato a nord della stazione Mediopadana risulti sufficientemente dimensionato.

L’Amministrazione Comunale di Reggio – incapace di trovare un ruolo della Mediopadana all’interno del tessuto organico della città- delega alla Società Autostrade l’implementare questo oggetto, totalmente avulso, di una serie di funzioni che nulla hanno a che vedere con la reale situazione urbana.  Anzi, si caratterizzerà sempre più come una cattedrale nel deserto distante 3 km dal centro storico e completamente lontana ai problemi della città che intanto si impoverisce.

Da mesi è stata presentata  al Ministro competente un’interrogazione parlamentare su questa vicenda dove si chiede come intenda monitorare la situazione visto che questa attività metterà in moto un’ intensa trasformazione ad alto impatto. L’ altra domanda si concentra sulle misure messe in atto e quelle in programma per evitare le infiltrazioni mafiose, su cui la Procura di Reggio ha aperto varie indagini nelle opere di costruzione; infine se il Ministro ritenga effettivamente utile una tale struttura che comporta un eccesso di spesa di denaro pubblico senza un effettivo bisogno.

Il Movimento dice “sì”. Sì al buonsenso. Buonsenso che al momento sembra mancare totalmente nel progetto della nuova uscita a poche centinaia di metri da quella esistente. Chiediamo per questo di guardare  verso altre direzioni.

 

Maria Edera Spadoni, cittadina alla Camera dei Deputati, M5S

Gruppo Consiliare M5S Reggio Emilia.