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Ieri, 15 ottobre, ho partecipato alla presentazione italiana della Girl Declaration, organizzata dall’Associazione italiana donne per lo sviluppo (AIDOS) e il Gruppo di lavoro parlamentare “Salute Globale e diritti delle donne”, di cui faccio parte. Ormai siamo giunti alla fine del 2014 e i cosiddetti Millennium Goals, gli 8 Obiettivi del Millennio, sarebbero dovuti essere degli obiettivi cruciali da raggiungere entro il 2015. Purtroppo la situazione è ancora molto drammatica e si stima che allo stato attuale siano 250 milioni le donne ai margini della società.

Questa è stata un’ottima iniziativa per puntare i riflettori sulla prossima negoziazione dei nuovi obiettivi di sviluppo post – 2015 a livello di Nazioni Unite, per una posizione chiara sulla promozione della parità di genere, sulla violenza di genere e sui diritti alla salute sessuale e riproduttiva, in particolare per le giovani. Ringrazio anche le due testimonianze dall’India, Mohammed Shafkat Alam e Mahejabin Begum, che ci hanno raccontato il loro progetto della biblioteca Gyan Azhar portato avanti in collaborazione con la ONG indiana Tiljala Shed.

Sono contenta, e spero sia un forte segnale per tutti, che il premio Nobel per la pace sia andato anche alla giovanissima attivista pakistana Malala Yousafzay, di 17 anni: è la persona più giovane della storia a ricevere il Nobel, grazie alla sua lotta a favore del diritto all’istruzione delle donne in una zona del Pakistan, la valle dello Swat, controllata dai talebani. La mia presenza di ieri, quindi, equivale alla prosecuzione del mio impegno come membro della Commissione Esteri della Camera dei deputati e come Presidente del Comitato sull’Agenda globale post 2015, la cooperazione allo sviluppo e il partenariato pubblico-privato. Spero però che anche gli altri componenti di questo Governo si impegnino affinché il nostro paese possa influire concretamente nelle politiche di cooperazione internazionale, senza dimenticare nessuno.