‘Ndrangheta, arrestati presidente FDI del Consiglio Comunale e Francesco Grande Aracri che Coffrini definiva composto. M5S: Commissione d’accesso immediata per valutare scioglimento Comune di Piacenza.

Interrogazione sulla truffa dei fondi europei da parte del presidente del Consiglio Comunale di Piacenza di Fratelli d’Italia

ROMA 25 GIUGNO – Una Commissione d’accesso e un monito agli “struzzi” che negano la gravità della ‘ndrangheta.

Il MoVimento 5 Stelle prende posizione sull’operazione Grimilde. “Il blitz Antimafia condotto dalla Polizia ha portato all’arresto di Salvatore Grande Aracri, Francesco Grande Aracri, Paolo Grande Aracri – sottolineano i parlamentari emiliani del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli, Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi, Stefania Ascari insieme all’eurodeputata Sabrina Pignedoli e alla parlamentare M5S Alessandra Carbonaro – e anche di Giuseppe Caruso, presidente del Consiglio comunale di Piacenza. Caruso, di Fratelli d’Italia, è legato politicamente al potente parlamentare di destra Tommaso Foti (non coinvolto nell’inchiesta). Il partito di Giorgia Meloni lo espellerà immediatamente?”.

I parlamentari si sono già attivati sul tema piacentino. “Caruso è accusato di aver messo in atto a favore della cosca Grande Aracri una truffa sui finanziamenti europei per l’agricoltura e per questo presenteremo una interrogazione ai ministri competenti in Parlamento – proseguono i pentastellati – e ci attiveremo al Parlamento Europeo perché sempre più spesso le mafie tentano di mettere le mani su questi fondi. Come Movimento 5 Stelle chiediamo inoltre l’avvio della Commissione d’accesso prefettizia presso il Comune di Piacenza”.

“Il MoVimento 5 Stelle di Piacenza chiede le dimissioni immediate del presidente del Consiglio – sottolineano i pentastellati locali – e ricorda le iniziative messe in campo in favore della legalità, non da ultimo l’incontro sulla ‘ndrangheta con Stefania Ascari, componente della Commissione Antimafia”.

Senza dimenticare il filone reggiano della vicenda. “Gli ‘struzzi’ che negano la gravità della ‘ndrangheta sono serviti – sottolineano i parlamentari M5S –. Chi come l’ex sindaco di Brescello Marcello Coffrini definiva nel 2014 Francesco Grande Aracri come “uno composto, educato, che ha sempre vissuto a basso livello” oggi ha avuto la risposta. Francesco Grande Aracri, già condannato nel 2008 per fatti di ndrangheta, è stato nuovamente arrestato. Chi nell’ottobre 2014 in piazza a Brescello inneggiava allo stesso Coffrini dopo le uscite sul ‘boss’ oggi ha avuto la risposta. Salvatore Grande Aracri figlio di Francesco, tra i manifestanti in piazza, è stato arrestato per ‘ndrangheta. Ma del resto l’allora sindaco – non indagato – aveva riferito che Brescello non era un paese con problemi di criminalità organizzata e che la “storia della ‘ndrangheta” è un “leitmotiv”.

“Il parere di Coffrini è cambiato alla luce di questa operazione?  Ma soprattutto, cosa pensa l’attuale amministrazione, dal momento che è sempre stata vicina ai Coffrini?”, continuano i parlamentari pentastellati.

“Come non possiamo dimenticare che lo stesso padre di Marcello Coffrini, anche lui a lungo sindaco di Brescello dal 2002 al 2006 fu legale della famiglia Grande Aracri in un procedimento al Tar di Catanzaro. Lecito ma certamente non opportuno visto l’impegno politico dei Coffrini, dal momento che nel 2003 i suoi assistiti Francesco e Antonio Grande Aracri vennero arrestati nell’inchiesta per mafia Edilpiovra”, concludono i parlamentari M5S.

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