ebola

 

 

Depositata oggi un’interrogazione ai Ministri Lorenzin e Lupi sul virus ebola.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’attuale focolaio epidemico di Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone “un evento sanitario di portata internazionale” e ha raccomandato ai paesi teatro di trasmissione del virus di effettuare screening in uscita per individuare malattie non identificate compatibili con una potenziale infezione da virus Ebola.

Il Ministro della salute Lorenzin ha dichiarato che un numero maggiore di controlli alle frontiere e, soprattutto, negli scali aeroportuali e nei voli in partenza dai Paesi dell’Africa occidentale colpiti dall’epidemia di Ebola sia il ”passaggio cruciale” per bloccare la diffusione del virus, ma non in arrivo.

Tra l’altro non esistono eventuali note/circolari dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) che individuano specifiche procedure alle quali il personale di volo si dovrebbe attenere per prevenire il rischio da contagio. Il personale di volo è perennemente a rischio, tanto quanto il personale sanitario.

Unico documento regolatorio elaborato da ENAC è la circolare ENAC EAL-10A, peraltro del settembre 2012 e non pienamente attinente. Chiedo quindi di predisporre protocolli e procedure comuni per quanto concerne i controlli agli aeroporti, per tutelare la salute dei cittadini italiani, seguendo alcune prassi già utilizzate in molti paesi (l’aeroporto John Fitzgerald Kennedy di New York,  gli aeroporti londinesi di Heathrow e Gatwick e il terminal Eurostar, l’aeroporto di Roissy-Charles de Gaulle di Parigi) , quali la misurazione della temperatura dei viaggiatori provenienti dall’Africa occidentale, in entrata negli aeroporti nazionali.

Ricordo poi che il Governo non ha attuato ancora due decreti legislativi (9 aprile 2008, n. 81 e n. 185 del 2005) che servono per tutelare concretamente il personale di volo, tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato e ai rischi, sia in contesti di emergenza sanitaria internazionale che non.