Il  Tar ha rifiutato il ricorso di Iren: la multiutility aveva chiesto di annullare una diffida arrivata dalla Provincia sullo smaltimento di immondizia fuori dalla provincia di Parma.

Un’ ottima notizia che premia le lotte del M5S che da sempre si è battuto contro gli interessi meramente economici relativi allo smaltimento dei rifiuti a discapito della salute di cittadini.

Il Movimento 5 Stelle ed il Comune di Parma hanno dichiarato guerra all’inceneritore Iren Spa tramite politiche Rifiuti Zero e raccolta differenziata porta a porta con la prospettiva di spegnere l’inceneritore. Non dimentichiamo come l’aria dell’Emilia Romagna sia tra le più inquinate al mondo.

Ma se Parma come altri Comuni si oppongono agli inceneritori presenti sul loro territorio attraverso politiche virtuose sui rifiuti, le multiutility come Iren avevano la soluzione pronta: riempire quegli inceneritori facendo arrivare rifiuti da altri luoghi d’Italia in emergenza.

Ricordiamo come i Sindaci dell’Emilia Romagna erano arrivati a Roma per ribadire la propria contrarietà ad un piano nazionale di liberalizzazione dei rifiuti che di fatto avrebbe reso nulli gli sforzi delle amministrazioni locali e dei cittadini che quotidianamente si impegnano per la raccolta differenziata.

Ma non è finita: il governo Renzi con il suo decreto Sblocca Italia propone una rete integrata di inceneritori portando avanti quelle strategie già iniziate dal governo Letta.

Mi trovo assolutamente in linea con il pensiero dell’assessore all’Ambiente di Parma, Gabriele Folli  secondo cui “l’impianto di Parma è autorizzato solo per la Provincia e la recente sentenza del Tar in cui anche il Comune si è costituito in giudizio, deve essere rispettata indipendentemente dalle decisioni del governo”.

Diciamo con forza no  al possibile utilizzo degli inceneritori della regione per bruciare i rifiuti del territorio nazionale: il Movimento 5 Stelle contrasterà  il provvedimento del governo Renzi e a tal proposito  sarò cofirmataria  di un emendamento soppressivo all’ art 35 proposto dalla Commissione ambiente M5S affinché questa disposizione non diventi legge.

Maria Edera Spadoni

Cittadina alla Camera dei Deputati

Movimento 5 Stelle