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Questa mattina, in qualità di presidente del ‘Comitato permanente sull’attuazione dell’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile’, ho incontrato una delegazione della Banca Mondiale guidata da Axel van Trotsenburg, vice presidente del settore Development Finance (DFi) e responsabile per il rifinanziamento e la gestione dell’International Development Association (IDA).

E’ stato un incontro conoscitivo su richiesta della Banca Mondiale, un’occasione interessante per porre alcune domande importanti per il MoVimento Cinque Stelle. Prima fa tutta quella sulla trasparenza dei fondi.

Ma com’è l’IDA? Si tratta dell’Associazione internazionale per lo sviluppo che rappresenta l’organo della Banca Mondiale che assiste i paesi più poveri del mondo.  Ho chiesto come questo sistema possa funzionare nella piena trasparenza ed efficacia.

IDA riceve i suoi fondi per la maggior parte attraverso i contributi dei governi membri: i donatori s’incontrano ogni tre anni per riempire di nuovo le casse di IDA e verificare la struttura generale delle sue politiche. Ovviamente, per accedere ai fondi IDA, i paesi devono prima poter dimostrare di conformarsi a determinati parametri e, per quanto riguarda la corruzione, esiste una cosiddetta  black list.

Il loro focus riguarda il settore privato e le infrastrutture negli stati fragili, ma in questa fase molte risorse sono concentrate sulla crisi siriana (1miliardo $) e i rifugiati (2 miliardi $), soprattutto in alcune zone come Libano, Sahel, Pakistan.

Ho chiesto come la Banca mondiale si ponga con la AIIB, la Banca Asiatica d’Investimento per le infrastrutture fondata a Pechino esattamente due anni fa, ma il Vice Presidente Axel van Trotsenburg ha sostenuto si tratti solo di una questione meramente politica e che molti progetti di questa banca asiatica sono comunque cofinanziati dalla Banca mondiale.

E’ indubbio che la World Bank sia fallita in alcuni contesti. Ho ricordato in questa occasione, infatti, come sia fallita in America Latina: il presidente dell’Ecuador Rafael Correa, in un gesto molto celebre del 2007, cacciò i suoi rappresentanti nel paese rivendicando la propria sovranità. In generale tutti i nuovi governi progressisti della regione hanno deciso di liberarsi dei funzionari della Banca Mondiale.

Sarà mio compito e, mi auguro, anche interesse del Comitato programmare non appena possibile un’audizione degli stessi rappresentanti della Banca Mondiale in Commissione Esteri, così da aprire un dibattito parlamentare più ampio.

 

Per saperne di più:  >>http://ida.worldbank.org/