Punti nascita. Spadoni (M5S): “Il Ministero della Salute conosce i disagi causati dalla chiusura dei punti nascita, forse non li conosce la Regione Emilia-Romagna”

Reggio Emilia, 28 novembre 2018 – “Il Ministero della Salute è informato dei disagi che ha comportato la chiusura dei punti nascita montani, specialmente quelli del territorio emiliano. Ne è a conoscenza poiché sono stata io stessa, nell’ultimo incontro con l’ex Sottosegretario con delega ai punti nascita Fugatti, a sollevare la questione facendo leva appunto sul disagio e sui lunghi tempi di percorrenza che dividono il Comune dal primo punto nascita più vicino. Il problema del disagio è stato anche sollevato, direttamente con il capo della Segreteria tecnica della Ministra Grillo, dal Cisadep ossia il Coordinamento Italiano Sanità Aree disagiate e periferiche, incontrati da quest’ultimo al Ministero della Salute in data 22 novembre” dichiara la Vice Presidente alla Camera dei Deputati Maria Edera Spadoni

“Torno a ribadire che è inutile continuare a sostenere che la colpa della chiusura, e quindi anche l’onere della riapertura, dei punti nascita sia in capo al Ministero della Salute questa è di competenza della Regione Emilia-Romagna. Quest’ultima potrebbe altresì aprire in qualsiasi momento, anche adesso, il punto nascita andando a intervenire sulla famosa turnazione del personale medico-ospedaliero, ma come si può ben notare non è tra le sue priorità.” incalza la Vice Presidente Spadoni

“A seguito dell’incontro tenutosi lo scorso giungo a Castelnovo né Monti, ho inviato una lettera al Presidente della Regione Emilia-Romagna per richiedere la riapertura del punto nascita, lettera alla quale non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Come ho affermato anche lo scorso sabato 17 novembre, durante un incontro con i Comitati di Borgo Val di Taro, altro Comune che ha visto la chiusura del punto nascita, non appena verrà confermato il nuovo Sottosegretario al Ministero della Salute con delega ai punti nascita sarà mia premura incontrarlo per sottoporgli la questione e riportare il diritto a nascere in montagna in tutti i Comuni dove questo è stato cancellato.” conclude la Vice Presidente Maria Edera Spadoni

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Inserire tutti i campi obbligatori *

*