Sono passati cinque mesi da quando la Provincia di Reggio Emilia e la Regione, dopo l’incontro tra gli enti locali, avevano assicurato che il Castello di Canossa sarebbe stato salvato: false promesse in quanto, ad oggi, nulla si è mosso.

Il M5S non era stato a guardare e aveva presentato due interrogazioni al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo- sia in Senato che alla Camera a firma Montevecchi e Spadoni-affinché fosse tutelata la ricchezza del nostro patrimonio storico- culturale e al contempo la promozione delle opportunità di lavoro connesse alla cultura ed al turismo legate alla storica rupe di Matilde.

Anche il nostro capogruppo alla Regione Emilia Romagna Gianluca Sassi si era mobilitato e aveva fissato un appuntamento con la Soprintendenza di Bologna con il fine di accedere all’uso dei fondi europei: la proposta M5S era quella di partire dall’uso di Fondi europei come il FESR -gestito in questo caso dalla Regione Emilia-Romagna-, dall’integrazione con le risorse per l’occupazione -come il FSE, anch’esso regionale- e dal raccordo con le azioni svolte dal Ministero e dalle sue articolazioni territoriali. Il M5S aveva chiesto che fosse aperto un tavolo di lavoro tra Ministero, Regione, parlamentari, consiglieri ed enti del territorio. Fondamentale era infatti, come asseriva il Sindaco, che non solo  fosse mantenuto un servizio di gestione del polo ma soprattutto un’opera di messa in sicurezza dell’area.

Ma questo non era più sembrato necessario in quanto, il presidente Bonaccini insieme al presidente della provincia Manghi presero pubblicamente impegno per stanziare i fondi necessari volti alla ristrutturazione e a scongiurare il rischio della chiusura. Il M5S ha dunque atteso un tempo congruo per verificare l’arrivo dei fondi, e oggi prende atto che, a distanza di mesi, nulla si è mosso.

Il sottosegretario Cesaro ha  risposto all’interrogazione della senatrice Montevecchi affermando “che la Regione ha impegnato 250.000 euro per la messa in sicurezza, da destinare in parte al consolidamento ulteriore della rupe e per la restante parte a frenare il dissesto calanchivo del sottostante parcheggio”. E ha continuato: “Per quanto attiene alla fruizione, assicura che il sito non rischia una totale chiusura, ma occorre evitare una significativa riduzione degli orari di apertura del castello e soprattutto delle attività di visite guidate e di valorizzazione legate alla presenza di operatori qualificati”. Il sottosegretario ha infine affermato che “ il Castello di Canossa è stato di recente inserito tra le proposte individuate dai Provveditorati interregionali per le opere pubbliche previste dall’articolo 1, comma 338, della legge di stabilità 2016, secondo cui una quota delle risorse per interventi infrastrutturali, pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019, è destinata a interventi di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione dei beni culturali.”

E quindi? Governo, Regione e Provincia ci mettono la faccia e niente si muove? Speriamo vivamente di non essere di fronte all’ennesima falsa rassicurazione. Chiediamo urgentemente una risposta dai diretti interessati. Non staremo a guardare.

Maria Edera Spadoni, Cittadina alla Camera dei Deputati M5S

Michela Montevecchi, Cittadina al Senato della Repubblica

Gianluca Sassi, Consigliere Regione Emilia Romagna M5S