Report – Hera, il comune di Bologna “Caso rifiuti? Sotto controllo”

 

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http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-99deeb3f-3b2b-425b-a775-66e4c3a4e5de.html

PUNTATA su #Hera n.2: dal minuto 5:00 al minuto 14:00.

Hera cerca di vendere l’area a CO.GE.FER. Srl di Ferrara per costruire uno studentato. Salta l’accordo perché l’area risulta fortemente inquinata e nessuno è disposto a bonificarla. Ma Hera non lo sapeva?

28maggio 2008 –> Informativa della Guardia di Finanza: a 2mt di profondità ci sono 1500 tonnellate di cianuri e di altre sostanze tutte altamente tossiche generate dalla vecchia attività di produzione di gas.
Ma il Comune di #Bologna esclude profili di rischio! Eppure l’Istituto Superiore di Sanità li considera materiali cancerogeni. Hera stessa stabilisce dei limiti ai suoi dipendenti: in alcuni edifici i lavoratori possono fermarsi per massimo 2 ore al giorno. Si legge anche che i palazzi dovrebbero essere sgomberati entro 6 anni.
L’azienda non comunica tutto questo.

Principale azionista è proprio il comune di Bologna. L’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini risponde ai giornalisti di #Report in questo modo : “ (…) non ho letto tutta la valigia di documenti. Di documenti fondamentali ce ne sono tanti. Non è il mio compito”. Si tratta di un atto depositato in Comune, un atto pubblico non letto (?). I tecnici del Comune non l’hanno trasmesso all’Assessore né tantomeno al Sindaco?Chi li deve leggere?

L’ARPA #EmiliaRomagna sostiene che solo un edificio è stato bonificato: casualmente quello del Presidente.
Senza parole.

La tutela della #salute dei dipendenti in secondo piano: continuano i malori per “esposizione ad esalanti chimici del tipo idrocarburi policiclici aromatici”. Chissà cosa succedere più in là.

Ricordo che uno dei punti del programma #M5S è proprio l’ntroduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi, causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).
NO alla scellerata gestione del territorio, perché la cura dell’#ambiente, il riconoscimento delle responsabilità, l’applicazione delle pene previste e l’obbligo di riparare ai danni cagionati devono rappresentare le fondamenta sulle quali costruire la #coscienzacivica della nostra nazione.
L’inasprimento delle pene e l’introduzione del reato di strage per crimini ambientali, sono riforme necessarie per la tutela del nostro ambiente e della nostra salute.
Nel passato decreto Ilva sono stati approvati anche due nostri importanti ordini del giorno: quello che definisce lo “stato di calamità naturale di origine antropica”, cioè causata dall’uomo e non naturale, e quello che riguarda l’inasprimento delle pene verso i reati ambientali (reato di #strageambientale).

#ritroviamoilsenso

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