Saluto iniziale al convegno  “Lo sguardo dei ragazzi sui valori della democrazia – Educazione alla legalità, ai diritti umani e civili ricordando Giovanni Falcone”

Saluto iniziale della Vice Presidente Maria Edera Spadoni al convegno  “Lo sguardo dei ragazzi sui valori della democrazia – Educazione alla legalità, ai diritti umani e civili ricordando Giovanni Falcone”, presso la Camera dei Deputati, alla presenza del magistrato Di Matteo e del Ministro della Giustizia Bonafede

Saluto le autorità presenti, i colleghi, gli ospiti che stanno partecipando a questo convegno “lo sguardo die ragazzi sui valori della democrazia”

È un piacere per me patrocinare questo evento di educazione alla legalità, ai diritti umani e civili ricordando Giovanni Falcone.

I media, la scuola hanno un ruolo fondamentale in questo. L’ emendamento a prima firma Dalila Nesci approvato nel corso della discussione della proposta di legge sull’educazione civica nelle scuole va proprio in questa direzione. Dall’anno scolastico 2019/2020 a scuola si studierà anche la storia del contrasto del fenomeno mafioso.

I media dovrebbero anche dare una mano in questo, lo spazio televisivo dedica ancora troppo poco risalto alla criminalità organizzata. Non posso inoltre esprimere dubbi su alcune serie televisive che rappresentano le mafie come un’associazione folcloristica, arrivando a mitizzare il boss o dipingendolo come una figura altolocata. La domanda da farsi è: non c’è rischio emulazione?

Perché dobbiamo dirlo con forza: le mafie non sono rappresentate in quelle fiction per quello che sono: una montagna di merda, come diceva Peppino Impastato e di cui è passato da poco l’anniversario del suo assassinio.

Perché la camorra, attraverso lo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, ha prodotto la terra dei fuochi e avvelenato il territorio campano.  Cosa Nostra ha lasciato un’isola meravigliosa come la Sicilia con giovani disoccupati e senza futuro e ha ammazzato bambini innocenti sciogliendoli nell’acido, come è successo al 15enne Giuseppe Di Matteo ucciso nel tentativo di far tacere suo padre Santino Di Matteo, collaboratore di giustizia ed ex-mafioso.

La ‘Ndrangheta ha cementificato la mia terra, l’Emilia e ha cercato di “acquisire la gestione e il controllo di attività economiche”, anche nei lavori per il sisma del 2012 di cui a giorni ricorre il triste anniversario, oltre che ottenere “appalti pubblici e privati e ostacolare il libero esercizio del voto”, anche a causa di una sottovalutazione del fenomeno criminale da parte delle amministrazioni locali, sicure che l’anticorpo emiliano avrebbe contrastato efficacemente il radicamento ndranghetista.

Purtroppo la storia e i fatti ci hanno dimostrato che così non è stato.

Le mafie ti offrono una vita infelice, una vita fatta di fughe, di nascondigli, di omicidi, di violenza, di lutti, di alcool, di droghe, di dipendenza, di lussi esibiti, di carcere.

Questo il messaggio che deve passare.

In televisione vorrei vedere invece le vite e le storie di quegli eroi che combattono contro la criminalità organizzata ogni giorno. Per esempio a very sicilian justice, del regista inglese Paul Sapin. Racconta della vita del dr Di Matteo, e che abbiamo l’onore di avere qui quest’oggi e che nel corso della sua carriera si è più volte occupato dei rapporti tra cosa nostra ed alti esponenti delle istituzioni. Una vita difficile, scortata, che non fa sconti. In questo documentario traspare l’insufficiente presenza delle istituzioni a fianco del dr Di Matteo e la sensazione di solitudine. Ma come può sentirsi solo se è nel cuore di così tante persone? Voglio qui oggi testimoniare che le istituzioni le sono vicine, accanto e quindi la sprono ad andare avanti, per il bene dell’Italia e per ripristinare la verità di fronte a troppe ombre che hanno oscurato il nostro Paese e anche le nostre istituzioni democratiche.

In conclusione, mi rivolgo a voi ragazzi, presenti quest’oggi: voi siete il futuro, e motore della società di oggi e di domani. Vi auguro che il desiderio di legalità, conoscenza e giustizia, sia il faro della vostra vita. Siate curiosi, amate il vostro territorio, curatelo e non permettete a nessuno di rovinarlo.  Farsi domande, fare domande, denunciare è il miglior antidoto all’indifferenza e al crimine. Facciamolo insieme, per il bene della nostra democrazia.

 

 

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Inserire tutti i campi obbligatori *

*