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Oggi ho presentato una nuova interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro Padoan (MEF): nelle premesse del decreto del Ministro degli affari esteri 1 marzo 2012 , n. 71, viene chiaramente ammesso che “l’applicazione dell’ordinario regime delle rendicontazioni ha dato luogo al formarsi di un ingente arretrato, per le difficoltà di ricostruire lo sviluppo amministrativo e contabile di interventi, progetti o programmi di cooperazione allo sviluppo che hanno interessato, in aree critiche, più esercizi finanziari”. Quindi autonomamente il Ministero degli Affari Esteri ha stabilito che i rendiconti annuali delle spese per i progetti della cooperazione sostenute entro il 31 dicembre 2005 debbano essere presentati in maniera unitaria e non singolarmente.

Cosa ancora più grave è che i documenti giustificativi delle spese sono trattenuti agli atti della sede solo per eventuali richieste di verifica da parte della Corte dei Conti, dell’Ufficio di controllo della Ragioneria Generale dello Stato o del Ministero degli Affari Esteri… a differenza delle rendicontazioni post 2011.

Chiedo quindi quali siano le motivazioni per cui tali controlli sono oggetto di verifica solo su eventuale richiesta, e se non sia opportuno per motivi di efficienza e trasparenza fissare obbligatoriamente dei controlli periodici, e non eventuali, da parte della Corte dei Conti o dell’Ufficio di controllo della Ragioneria dello Stato, e non dallo stesso Ministero degli affari esteri!

Qui il testo: http://www.camera.it/leg17/29?tipoAttivita=attivita&tipoVisAtt=&tipoPersona=&shadow_deputato=305970&idLegislatura=17