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Rob Wainwright, capo dell’Europol, nei giorni scorsi ha lanciato un allarme: in Europa sono scomparsi circa 10 mila minori migranti, di cui la metà in Italia. “Non è irragionevole dire che si tratti di più di 10.000 bambini. Non tutti saranno sfruttati dalle organizzazioni criminali; alcuni magari sono passati di famiglia in famiglia. Non sappiamo dove siano, cosa facciano o con chi siano”.

Nell’ambito delle migrazioni, i minori non accompagnati rappresentano un gruppo particolarmente vulnerabile e possono essere una facile preda dei circuiti di illegalità, soprattutto se non si attiva, fin dal momento del loro arrivo, una rete coordinata di protezione e di sostegno.

Secondo il Regolamento (UE) n. 604/2013 (cosiddetto Dublino III), l’interesse superiore del minore dovrebbe costituire un criterio fondamentale per gli Stati membri, che dovrebbero tenere debito conto in particolare del benessere e dello sviluppo sociale del minore, delle considerazioni attinenti alla sua incolumità e sicurezza, nonché del parere del minore in funzione dell’età o della maturità del medesimo, compreso il suo contesto di origine.

Con un’interrogazione a risposta scritta presentata qualche giorno fa, ho chiesto al Ministro Alfano: quali misure intenda porre in essere in favore dei minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio nazionale, per rafforzare un sistema di accoglienza a loro riservato e coordinato con gli altri Paesi dell’unione europea; quali misure intenda mettere in atto per uniformare le procedure di identificazione e di accertamento dell’età; se non intenda attivare una banca dati nazionale per disciplinare l’invio dei minori che giungono in Italia nelle strutture di accoglienza in tutte le regioni, sulla base delle disponibilità di posti e di eventuali necessità e bisogni specifici degli stessi minori; come intenda affrontare finanziariamente l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati affinché non gravi sui bilanci dei singoli comuni al fine di incrementare l’efficacia del suddetto sistema; se non intenda valutare l’adozione di interventi correttivi da apportare al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero).

Qui il testo: >> http://goo.gl/38y0S7

 

Maria Edera Spadoni