Spadoni, Mantovani, Zanichelli: “Supportiamo la richiesta del Gruppo Consiliare di Correggio, basta spese inutili contro i cittadini”

STOP AL MEGA-IMPIANTO DI GAVASSA. SPADONI, MANTOVANI E ZANICHELLI (M5S): “SUPPORTIAMO LA RICHIESTA DEL GRUPPO CONSILIARE DI CORREGGIO, BASTA SPESE INUTILI CONTRO I CITTADINI”

“Stop al procedimento di Via per il Mega-impianto a biomasse di Gavassa”. Così dichiarano la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni e i parlamentari reggiani del MoVimento 5 Stelle Maria Laura Mantovani e Davide Zanichelli, supportando la richiesta presentata dal Gruppo Consiliare M5S di Correggio.

I consiglieri correggesi Mauro Pernarella e Nicolò Magnanini hanno chiesto di sospendere la valutazione d’impatto ambientale (Via, appunto) per l’impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti con successiva raffinazione del biogas a biometano.

“Condividiamo le apprensioni dei consiglieri – commentano Spadoni, Mantovani e Zanichelli – nella certezza che esistano alternative meno impattanti per l’economia e la salute. Siamo a favore di impianti per biogas più piccoli dove la frazione organica trattata sia a kilometro zero. Troviamo intollerabile il bilancio ambientale delle emissioni atteso, come se la qualità dell’aria non fosse già un problema nella zona. Alle emissioni provocate dalla raffinazione si aggiungono le notevoli emissioni dei camion che faranno il trasporto”.

Il bilancio ambientale è uno dei sette punti su cui insistono i parlamentari, supportando le riflessioni di Pernarella e Magnanini. Nello specifico, i portavoce del M5S riflettono sul passaggio di “circa duecento mezzi pesanti al giorno, che arriveranno da un bacino di tre province (Piacenza, Parma e Reggio) con mezzi diesel. Se la distanza di percorrenza minima in autostrada Piacenza-Reggio è di cento chilometri, calcolando solo dieci camion al giorno e solo da Piacenza, si arriva a 365mila chilometri all’anno. Queste emissioni riguardano tutta la popolazione delle tre province dove viaggeranno questi camion. Non si tratta solo delle zone limitrofe all’impianto”.

Le altre riflessioni riguardano la tecnologia; il dimensionamento; la localizzazione; i bilanci energetico ed economico; la gara per l’affidamento. In particolare, i consiglieri correggesi ricordano un costo stimato di 54 milioni di euro, considerato come un “investimento non giustificato” che determinerebbe un “ammortamento fra più di 20 anni”.

Pertanto, i rappresentanti del M5S lanciano un monito finale. “Siamo in prima linea sul tema ancor prima del nostro ingresso alla Camera e in Senato – concludono Spadoni, Mantovani e Zanichelli –. Adesso sentiamo in noi una maggiore responsabilità di lottare per la salute dei reggiani e non solo. C’impegneremo con ogni nostro mezzo perché la procedura non sia autorizzata. In ogni caso, andremo avanti perché il mega-impianto a biomassa non s’ha da fare”.

Gavassa

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