MAFIE E SOCIETA’ PARTECIPATE

M5S SCOPRE E PORTA IN PARLAMENTO IL CASO DELLA LICO SANTO 

SOTTO SEQUESTRO DA MAGGIO E FINO AL 2009 PARTNER DI IREN 

NELLA IAM SPA  DI GOIA TAURO 

Arriva in Parlamento il caso delle partecipazioni societarie di Agac, poi Enia e Iren Spa in IAM Spa, la società che gestisce tra l’altro il depuratore di Gioia Tauro che tra i suoi soci vede la Lico Santo di Vibo Valenza che lo scorso 28 maggio 2014 è stata posta sottosequestro dalla DIA.

E’ stata presentata una interrogazione al Ministro dell’Interno, della Giustizia e dell’ ambiente dove si ricostruisce tutta la storia partecipazioni societarie.

IAM S.p.A. è una società mista a prevalente capitale pubblico partecipata. Nel 2005 risultata composta  da aziende quali ASI di Reggio Calabria, Lico Santo S.r.l. e AGAC S.p.A di Reggio Emilia ( confluita poi in Enia Spa ed infine in Iren Spa società entrambe quotate in Borsa).

Negli anni seguenti IAM Spa ha visto la partecipazione azionaria di ASIREG al 60,5%,LIGEAM Srl 20% (controllata ad oggi al 92% da Lico Michelino 92% e Lico Santo 8%) Enia Spa 15%,Comune di Gioia Tauro 3%, Comune di Rosarno 0,5%.

Come si evince dalla relazione trimestrale consolidata al 30 settembre 2009 di Iren Spa, la società quotata in borsa ha ceduto in quell’anno la propria partecipazione azionaria in IAM Spa

Ad oggi la partecipazione azionaria di IAM Spa è così composta LIGEAM srl (controllata al92% da Lico Michelino e 8% Lico Santo ), Comune di Gioia Tauro 3%, Undis Spa-Saca Spa, Servizi Ambientali Centro Abruzzo 2,25%, Qua SAR Ambiente SRL 1,5%, SASIT Srl 1,5%, Comune di Polistena 1%, 3TI ITALIA Spa 0,75%, Comune di Rosarono 0,50%.

Il 28 maggio 2014 una di queste aziende socie di IAM in passato partner di Agac-Enia-Iren, la Lico Santo Srl di Vibo Valentia,  è stata messa sotto sequestro dalla DIA di Roma in quanto  avrebbe utilizzato per le sue attività aziende riconducibili al boss della ‘ndrangheta Saverio Razionale; la Lico Santo srl avrebbe impiegato nel ciclo lavorativo operai non in regola con la normativa vigente, forniti dalle società di Razionale risparmiando così notevoli costi del personale.

Tramite la mia interrogazione ho chiesto ai ministri interessati quali azioni intendano perseguire per ottenere la massima trasparenza affinché nessuna azienda che collabori con enti partecipati dai Comuni e/o quotate in Borsa possa tessere  relazioni  con la criminalità organizzata o esserne addirittura parte integrante.

Troppe volte in questi anni aziende poi coinvolte con il crimine organizzato specie nel settore rifiuti hanno avuto a che fare con le municipalizzate di Reggio, Parma, Piacenza Agac-Enia ed Iren. E’ accaduto anche in questo caso fino al 2009. Servono misure più stringenti ed una trasparenza totale oltre alla collaborazione costante e continua della DIA nell’assistere ogni operazione affinchè le infiltrazioni vengano bloccate sul nascere.

Maria Edera Spadoni

cittadina alla Camera dei Deputati

Movimento 5 Stelle