Vicepresidente Spadoni (M5S): “Fondamentale essere in via D’Amelio. Lo Stato deve assumersi le proprie responsabilità e non deve avere paura della verità”

PALERMO, 19 LUGLIO 2019- “Anche quest’anno, come da molti anni a questa parte, mi sto recando a Palermo in via D’Amelio per ricordare la tragica uccisione del giudice Borsellino e degli uomini della sua scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli” dichiara la Vicepresidente della Camera dei Deputati Maria Edera Spadoni e deputata del M5S.

“In questi giorni si è registrato un importantissimo passo in avanti rispetto alla ricerca della verità e della giustizia; di fatto la Commissione antimafia ha desecretato numerosi atti. Per questo ringrazio di cuore la Commissione antimafia, il presidente Nicola Morra e la collega Angela Salafia Presidente del Comitato competente sul “Regime degli atti” per il loro preziosissimo lavoro. Si tratta della più grande operazione di trasparenza mai realizzata nella storia della Bicamerale. Questo lavoro, che raccoglie la documentazione inedita raccolta a partire dal 1963, sarà fruibile da studiosi e giornalisti, che si potranno così documentare liberamente grazie al motore di ricerca disponibile sul nuovo sito istituzionale della Commissione Antimafia” continua la deputata del M5S.

“Si è scelto di percorrere la strada della verità invece del silenzio e del segreto. Sentire la voce di Paolo Borsellino e le sue parole di denuncia è davvero toccante e suscita un grandissimo rammarico. Lo Stato si deve assumere le proprie responsabilità: per troppi anni ha lasciato soli e sotto scacco delle mafie i suoi uomini migliori. Borsellino nell’audio desecretato denunciava l’ipocrisia di uno Stato che la mattina lo costringeva alla scorta ed alla macchina blindata per garantirgli l’incolumità per poi la sera offrirgli la “libertà di essere ucciso” perché non c’erano macchine blindate a disposizione. Alcuni uomini di Stato sono stati abbandonati e traditi. Lo Stato si deve assumere le proprie responsabilità e non deve avere paura della verità. La desectretazione degli atti è un primo importantissimo passo nella ricerca della verità e giustizia” conclude Spadoni.

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